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Roberto Sanchez - Narranti: progetto indipendente dedicato all'editoria, all'arte ed alla fotografia d'autore in tiratura limitata
INTERVISTA A ROBERTO SANCHEZ

Incontriamo Roberto Sanchez, a Napoli, città in cui vive, nello spazio dedicato all’arte contemporanea del Museo Minimo, da lui gestito

Roberto, sembra che questo 2025 sia iniziato con calendario ricco di impegni espositivi. Dopo “Transiti e convergenze” da poco chiusa allo Spazio Vitale Arte Contemporanea di Aversa, ecco una nuova mostra al Superfly Soul Bar, storico bar della movida partenopea, diverso concettualmente, come spazio espositivo, rispetto al precedente.

Sono sempre aperto a contesti espositivi nuovi purché vitali. E questo mi sembra promettere bene e mi incuriosisce.

Roberto Sanchez - Narranti: progetto indipendente dedicato all'editoria, all'arte ed alla fotografia d'autore in tiratura limitata

Le foto esposte al Superfly sono le stesse disponibili anche sulla piattaforma narranti.it. Ma diciamo che il mezzo espressivi di Roberto Sanchez non è da ricercare nel linguaggio puro della fotografia. Ci racconti qualcosa in più sul tuo percorso artistico?

Quello con la fotografia è stato un appuntamento spontaneo. Già da giovane la praticavo. Recentemente, diciamo dal 2005, l’ho intesa come esperienza necessaria per chi è curioso nel verificare tutte le opportunità di indagine nel campo artistico. Ma soprattutto considerarlo un operare in un settore che ha raggiunto la maturità e dove tutti noi dobbiamo confrontarci.

E’ facile che il pittore si trasformi in fotografo ma è il tema di natura metafisica e psicologica che credo rappresenti una cifra inconsueta. Continuo in sostanza a far pittura attraverso l’obiettivo ispirandomi ad un mio percorso degli anni ’80 realizzato con tecniche tradizionali.

Hai citato gli anni ’80. Andando indietro un po’ negli anni appunto, ci racconti qualcosa anche della tua esperienza iniziale con la Galleria San Carlo

Il Prof. Raffaele Formisano, proprietario della “Galleria di San Carlo”, è stato un uomo di rara sensibilità e dedizione alla passione dell’arte. Attraverso la sua galleria sono transitati praticamente tutti gli artisti delle avanguardie del nostro territorio: è stato lui a lanciare il famoso ‘Gruppo 58’. Ma tantissimi sono stati gli scambi con l’estero. Nel 1974 mi ha accolto nel suo gruppo di giovani artisti, il “Gruppo San Carlo ‘74”. Per diversi anni siamo andati avanti con prestigiose mostre fino a quando non ci ha lasciati sul finire degli anni ’80.

Ed il Museo Minimo? Lo spazio che gestisci, come è nata l’idea

Il Museo Minimo sta a un normale museo come la torre di avvistamento alla fortezza. Questa è stata l’idea nel ormai lontano 2004. Ci piace, nonostante tutto, stare alla ‘frontiera’, proporre nuovi o maturi artisti del territorio ma anche presenze internazionali grazie ad un network alternativo. Non essere condizionati dal mercato perché non siamo una galleria tradizionale ma un crocevia di scambi ed incontri che, in qualche modo, coinvolge anche persone che non frequentano abitualmente gallerie private e musei.

In effetti è singolare la apparente refrattarietà del quartiere alla promozione di iniziative nel campo generale dell’arte e in particolare di quella contemporanea. Il Museo Minimo ha comunque ricevuto, anni fa, un attestato di merito dalla Municipalità “per l’impegno artistico rivolto alla valorizzazione e all’affermazione di artisti emergenti”. Eppure Fuorigrotta col polo fieristico, le offerte nel campo del tempo libero e dello sport, facilità nei collegamenti, potrebbe essere un’ottima location per iniziative di largo respiro. Invece siamo ad operare solo noi, senz’altro piccoli ma attivi.

Ma torniamo al presente. La fotografia come mezzo espressivo. Una ricercatezza nelle immagini come nella composizione, dove a volte saltano i parametri delle proporzioni e delle relazioni tra gli oggetti, per ritrovarsi in un articolato e metafisico rebus. Ci dai qualche coordinata per orientarci dinanzi alle tue opere?

Fotografo uno spazio, che è come un piccolo teatro, in cui muovo gli oggetti a modo di personaggi, e ogni oggetto è caricato di significati che cambiano in funzione delle relazioni tra gli stessi. Tra i vari elementi ci sono anche i miei quadri astratti (Astrattismo Progressivo). Essi compaiono come il monolite di Kubrik, una specie di presenza, anche attiva, che interagisce nel contesto. In questo spazio teatrale ogni oggetto significante si relaziona agli altri in uno schema che, seppure da me preordinato, permette allo spettatore, al fruitore, l’interpretazione della rappresentazione in modo diverso, come un rebus a soluzione multipla.

Abbiamo detto un inizio anno con un calendario denso di presenze. In appresso cosa ci riserva Roberto Sanchez?

Per quello che riguarda la pittura ho in programma una collettiva in concomitanza con la presentazione al Museo Minimo del libro di Rosario Pinto ‘La Figurazione Materica’ in cui sono inserito. Poi una personale il giorno 8 marzo al ‘Ramo d’Oro’ di Napoli all’interno di un seminario che coinvolge artisti/ curatori di mostre. Poi una collettiva in estate all’ Ex Carcere Borbonico di Avellino e la mostra personale al Museo Pinacoteca di Teora il 19 luglio sempre del 2025. Non escludo, anzi ho già in programma di inserire in queste mostre anche le mie foto.

Roberto Sanchez

“Relazioni”

Mostra fotografica

Superfly Soul Bar – Napoli, Via Cisterna dell’Olio, 12

Dal 27 febbraio al 31 marzo 2025